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MUSEO NAZIONALE ETRUSCO DI VILLA GIULIA
19 e 20 giugno 2013
GIORNATE DI STUDIO
Etruria in progress. La ricerca archeologica in Etruria Meridionale 2012
Mercoledì 19 e giovedì 20 giugno il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia ospiterà la prima edizione del convegno Etruria in progress. La ricerca archeologica in Etruria meridionale 2012, che d’ora in avanti, nell’appuntamento annuale di giugno, costituirà l’occasione per illustrare i risultati dell’attività di scavo svolta nel territorio della Soprintendenza.
Il convegno si svolgerà in due giornate di lavori, secondo un programma di interventi articolato per sezioni cronologiche che permetterà di far emergere, in un contesto unitario di dibattito scientifico, i risultati di tutti gli scavi condotti in Etruria Meridionale.
I ricercatori e gli studiosi delle Università, degli istituti di ricerca e delle accademie avranno così la possibilità di confrontare le proprie esperienze con quelle dei funzionari archeologi della Soprintendenza in un utile interscambio finalizzato a coniugare le esigenze della tutela e quelle della ricerca, a tutto vantaggio della protezione, della conoscenza e dell’incremento del nostro patrimonio culturale.
Gli interventi dei relatori confluiranno in una pubblicazione curata dalla Soprintendenza, che sarà presentata in occasione dell’incontro del prossimo anno.
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IL RECUPERO DELLA FORTEZZA VOLANTE INABISSATASI NEL LAGO DI BOLSENA
Il 22 maggio 2013 il Centro della Scuola Sub del Lago di Bolsena e il Nucleo Sommozzatori dei Vigili del fuoco di Viterbo hanno recuperato la torretta ventrale di una Fortezza volante B-17 dai fondali del Lago di Bolsena.
La torretta con le sue due mitragliatrici (Sperry Ball), è parte di un aereo che durante la seconda guerra mondiale si inabissò sul lato meridionale del lago.
Le ricerche dell’aereo iniziarono più di due anni fa, condotte da Massimiliano Bellacima, del Centro Ricerche della S.S.B. portarono all’individuazione dei resti della Fortezza volante a più di 90 metri di profondità. Max iniziò da subito i preparativi per un immersione sul posto, molte furono le indagini effettuate con videocamere filoguidate, Rov e side scan sonar, che gli hanno permesso di scegliere un punto su cui scendere.
Così nel luglio 2012 Max e Alessandro Rancely detto AleTech, iniziarono ...
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DA ORVIETO A BOLSENA: UN PERCORSO TRA ETRUSCHI E ROMANI

Sono trascorsi quasi duecento anni da quando Karl Otfried Müller, nel suo studio Die Etrusker (Breslau 1828), espresse il parere di ricercare la Volsinii etrusca non a Bolsena, considerata fino a quel momento dalla tradizione la legittima erede dell'unica Volsinii che la letteratura antica avesse conosciuto, ma a Orvieto. Numerosi da allora gli studi, ai quali negli ultimi decenni si sono aggiunte le indagini svolte nell'ambito dell'attività istituzionale di tutela da parte delle Soprintendenze per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale e dell'Umbria, gli scavi programmati condotti dagli Istituti universitari e le ricerche degli studiosi, i cui risultati hanno trovato dal 1976 adeguato spazio nei convegni internazionali promossi dalla Fondazione per il Museo "Claudio Faina" di Orvieto. Proprio grazie al lavoro svolto, alla quantità e qualità dei materiali archeologici recuperati e ai recentissimi risultati delle indagini scientifiche è nata l'idea di allestire, per la prima volta, una mostra che fornisse un quadro organico delle vicende storiche che hanno drammaticamente contrassegnato questo territorio dell'Etruria interna con l'annientamento di una città e lo spostamento forzato dei cittadini in una nuova località. Nell'esposizione si vuole dare conto delle vicende storiche della città-stato etrusca di Velzna (Orvieto) -l'ultima a cadere in mano romana dopo un lungo assedio - e della sua erede Volsinii (Bolsena) che ne accolse - sulle alture del lago di Bolsena - gli abitanti superstiti: una storia che complessivamente ha attraversato ben più di un millennio. Al fine di porre le basi per un'ampia consapevolezza sugli straordinari "valori" di questo territorio, che ci ha restituito un "paesaggio archeologico" ancora in gran parte conservato, è stata progettata una mostra "diffusa", in grado di ricreare le emozioni di una storia affascinante.
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