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Durante
il XVI secolo Bolsena (e anche la rocca) fu saccheggiata ed
incendiata dai Lanzichenecchi. In seguito, sotto il governatore
Tiberio Crispo, vennero intrapresi altri lavori di sistemazione
dello stabile.
Nel
1602 la rocca venne concessa al cardinale Sanesio (vescovo
di Orvieto) a patto che si occupasse della manutenzione dell'edificio.
Nel corso del XVII secolo la rocca venne utilizzata come prigione
e come magazzino. Nell'
aprile del 1990 sono stati inaugurati i locali del museo con
l'esposizione dei resti dell'abitato villanoviano del "Gran
Carro" e con la sezione dedicata alla pesca, mentre nel maggio
del 1991 è stata ufficialmente aperta l'intera struttura museale
con il completamento delle altre sezioni previste e con l'allestimento
della sala degli scavi di Volsinii a cura della Scuola Francese
di Roma.
Agli inizi degli anni Settanta un comitato cittadino intraprese
i primi lavori di scavo nella sala inferiore per il recupero
del monumento; in quell'occasione fu rinvenuto e scavato il
"butto" medievale alla base della torre maggiore. Agli inizi
degli anni Ottanta presero corpo i lavori di definitiva ristrutturazione
della rocca in vista della sua destinazione museale.
Nell' aprile del 1990 sono stati inaugurati i locali del museo
con l'esposizione dei resti dell'abitato villanoviano del
"Gran Carro" e con la sezione dedicata alla pesca, mentre
nel maggio del 1991 è stata ufficialmente aperta l'intera
struttura museale con il completamento delle altre sezioni
previste e con l'allestimento della sala degli scavi di Volsinii
a cura della Scuola Francese di Roma. |
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IL BUTTO |
Nell'ottobre
de11973, durante i lavori di recupero e restauro della rocca,
venne alla luce un butto ricavato in una botola alla base
della torre maggiore. In questo angolo della rocca, adoperato
come immondezzaio dalla seconda metà del XIV secolo sino agli
inizi del XVIII, sono stati ritrovati centinaia di frammenti
ceramici e molti vasi integri (boccali, piatti, ciotole, pentole),
insieme ad altri oggetti come coltelli, chiodi o cerniere
di porta.
Il nucleo più antico delle ceramiche ivi rinvenuto risale
agli ultimi decenni del 1300 e può essere attribuito a botteghe
orvietane e viterbesi. Dai ritrovamenti di epoca successiva
si può presumere che Bolsena, tra il XIV ed il XVI secolo,
produsse alcuni tipi ceramici in proprio, importandone allo
stesso tempo altri dall 'Umbria, dalla Toscana e da Roma.
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