E'
l'unica opera superstite della primitiva decorazione scultorea
della basilica.
In origine fungeva da ingresso alla Grotta di S. Cristina.
Venne qui collocato nel 1695, quando nella piazzetta che divideva
le due costruzioni venne inserita la cappella del Miracolo.
E' così chiamato perché la tradizione vuole che
questa porta fosse fatta costruire da Matilde di Canossa come
abbellimento della Grotta dopo aver riportato le reliquie di
S. Cristina.
Si notano due differenti mani, una ha elaborato la parte superiore
dell'architrave, rappresentante al centro l'Agnello mistico
con a dx l'Adorazione dei Magi e a sinistra la teoria delle
Vergini; l'altra i due stipiti dove dalle bocche di una chimera
e di un mostro a due teste escono tralci a spirali alternati
a fiori, in origine incastonati con vetri e pietre dure. All'estremità
superiore si vedono i simboli di due evangelisti, adattati alla
porta in epoca posteriore.
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