Bolsenanew Museo Territoriale del Lago di Bolsena
Bolsena - Poggio Moscini
  II° SALA
  IL PERIODO ROMANO
Dopo la distruzione di Velzna gli abitanti superstiti furono trasferiti in un altro luogo, dando origine alla città
etrusco-romana di Volsinii.
Il primo insediamento dovette essere modesto ed acquistò una certa importanza quando, tra il 170 ed il 150 a.C., fu aperta la via Cassia che metteva in collegamento Roma
con l'Italia centro-settentrionale attraversando per l'appunto Volsinii.
Dal I sec. a.C. al III sec. d.C.



Frammento di affresco dalle domus di Volsinii.

  IL PERIODO ROMANO

Volsinii conobbe un periodo di grande sviluppo economico e culturale. Fu così che la città divenne luogo di residenza e di villeggiatura per le famiglie che ricoprivano importanti cariche amministrative.

Lungo le scale d'accesso alla sezione, sulla destra è possibile vedere il grande affresco proveniente dalle latrine di Poggio Moscini, un pannello di presentazione generale del sito con la pianta dell'antica Volsinii, la storia del sito, una grande fotografia aerea della città.
Questa sezione presenta un ricco apparato di pannelli descrittivi e vetrine con oggetti provenienti dagli scavi francesi della città romana.
  L'ILLUMINAZIONE
Come tutti i loro contemporanei, anche gli abitanti di Volsinii conoscevano vari sistemi d'illuminazione: torce di resina, candele di cera e lucerne, che sono state recuperate in gran numero nell'ambito della città.
Le lucerne erano ottenute attraverso diverse tecniche: la fattura a mano, la tornitura o lo stampo da matrice.
Le lucerne una volta confezionate, venivano spesso rivestite di vernice o di un'ingubbiatura di argilla, prima di essere sottoposte alla cottura in forno.
Erano munite di stoppino di stoppa, oppure di ricino o di papiro ed erano alimentate generalmente con olio e anche con sego.
 
  IL TRONO DIONISIACO
Nell'ambiente sotterraneo della domus II sono venuti alla luce diversi frammenti che hanno permesso la ricostruzione parziale di un trono dionisiaco in terracotta, noto comunemente come il trono delle pantere.

Probabilmente il luogo di culto ed il trono vennero distrutti a seguito del senatoconsulto del 186 a.C. che disciplinava e ridimensionava in maniera energica i riti in onore del dio Bacco.


Il reperto ricostruito è alto circa un metro con una base quadrata di 76 cm.; presenta ai lati due pantere sedute con altrettanti putti aggrappati alle orecchie a rappresentare un simbolismo mitologico legato all'infanzia di Bacco.

Sulla parte posteriore è rappresentato un putto alato (amorino) che introduce il tema della preparazione e dell'iniziazione alla vita adulta.

L'interno del trono, al centro del quale veniva posta la cista con gli oggetti sacri, è decorato in modo da imitare un tessuto satinato dai lati ricadenti.
 
  IL SACELLUM DI VENERE

Un'altra importante testimonianza archeologica e culturale è rappresentata da reperti provenienti da luoghi destinati al culto delle diverse divinità.

Vi sono infatti resti di terrecotte di età ellenistica, quali un putto alato e una divinità ritrovati in un sacellum destinato al culto di Venere Fortuna, dischi in marmo (oscilla) o quadrati dello stesso materiale (pinakia) dove sono rappresentate scene e simboli mitologici ed erotici.

 




Volsinii: lucerna con disco figurato III sec. d.C.
"Trono delle pantere" inizi del II sec. a.C.
Amorino dal sacello di Venere II sec. a.C