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| Frammento
di affresco dalle domus di Volsinii. |
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| IL
PERIODO ROMANO |
Volsinii conobbe un periodo di grande sviluppo economico e
culturale. Fu così che la città divenne luogo di residenza
e di villeggiatura per le famiglie che ricoprivano importanti
cariche amministrative.
Lungo le scale d'accesso alla sezione, sulla destra è possibile
vedere il grande affresco proveniente dalle latrine di Poggio
Moscini, un pannello di presentazione generale del sito con
la pianta dell'antica Volsinii, la storia del sito, una grande
fotografia aerea della città.
Questa sezione presenta un ricco apparato di pannelli descrittivi
e vetrine con oggetti provenienti dagli scavi francesi della
città romana. |
| L'ILLUMINAZIONE |
Come
tutti i loro contemporanei, anche gli abitanti di Volsinii
conoscevano vari sistemi d'illuminazione: torce di resina,
candele di cera e lucerne, che sono state recuperate in gran
numero nell'ambito della città.
Le lucerne erano ottenute attraverso diverse tecniche: la
fattura a mano, la tornitura o lo stampo da matrice.
Le lucerne una volta confezionate, venivano spesso rivestite
di vernice o di un'ingubbiatura di argilla, prima di essere
sottoposte alla cottura in forno.
Erano munite di stoppino di stoppa, oppure di ricino o di
papiro ed erano alimentate generalmente con olio e anche con
sego.
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| IL
TRONO DIONISIACO |
Nell'ambiente
sotterraneo della domus
II sono venuti alla luce diversi frammenti che hanno
permesso la ricostruzione parziale di un trono dionisiaco
in terracotta, noto comunemente come il trono delle
pantere.
Probabilmente il luogo di culto ed il trono vennero distrutti
a seguito del senatoconsulto del 186 a.C. che disciplinava
e ridimensionava in maniera energica i riti in onore del dio
Bacco.
Il reperto ricostruito è alto circa un metro con una base
quadrata di 76 cm.; presenta ai lati due pantere sedute con
altrettanti putti aggrappati alle orecchie a rappresentare
un simbolismo mitologico legato all'infanzia di Bacco.
Sulla parte posteriore è rappresentato un putto alato (amorino)
che introduce il tema della preparazione e dell'iniziazione
alla vita adulta.
L'interno del trono, al centro del quale veniva posta la cista
con gli oggetti sacri, è decorato in modo da imitare un tessuto
satinato dai lati ricadenti.
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| IL
SACELLUM DI VENERE |
Un'altra
importante testimonianza archeologica e culturale è rappresentata
da reperti provenienti da luoghi destinati al culto delle
diverse divinità.
Vi sono infatti resti di terrecotte di età ellenistica,
quali un putto alato e una divinità ritrovati in un sacellum
destinato al culto di Venere Fortuna, dischi
in marmo (oscilla) o quadrati dello stesso materiale
(pinakia) dove sono rappresentate scene e simboli
mitologici ed erotici.
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