Bolsenanew L'area Archeologica di poggio Moscini
Opus sectile in marmo
  DOMUS I O AD ATRIUM

La domus I, detta anche domus ad atrium è impiantata su strutture anteriori, muri di pietra a secco del III sec. a.C. e magazzini in opus quadratum dell'inizio del II sec. Appartenente ad una fase di urbanizzazione posteriore alla creazione della via Cassia, l'asse principale di VoIsinii, risale, per la sistemazione più antica, alla seconda metà del II sec. a.C.
Questa domus costituisce una delle testimonianze più precoci della

Domus I: muri a secco
romanizzazione del settore centrale dell'antico territorio dell'Etruria meridionale.
Si possono infatti notare, sin dalla sua fondazione, i tratti caratteristici della domus latina, con atrium provvisto di vasca per la raccolta delle acque, una cisterna con alae (stanze laterali annesse), che danno direttamente sull'atrium, ed un tablinum, situato sull'asse di quest'ultimo.

In epoca augustea vennero eseguite importanti trasformazioni, che ampliarono la questa modesta casa originaria, rendendola una dimora assai più articolata, con un triclinium (sala da pranzo) pavimentato in opus sectile (lastrine di marmo disposte in cerchi, quadrati e losanghe), ed un vasto salone (oecus triclinario), con porzione centrale di lastre di marmo bordato da una fascia a mosaico.
Domus I: in primo piano l'atrium

Le due stanze erano in comunicazione con un ninfeo
(o viridarium), composto da un cortile allungato (m.13,30 x 4,40), chiuso da alte pareti nelle quali erano state ricavate dieci nicchie.


Al livello dell'imposta delle arcate alcune tubazioni di piombo, ornate all’uscita da maschere di leoni in terracotta, versavano getti d'acqua in una vasca circolare
.
È difficile dire se le nicchie abbiano ospitato delle statue, poichè tutta la decorazione del ninfeo è scomparsa.

Conviene notare che la posizione della grande apertura dell' oecus e la ripartizione delle nicchie sul muro di fondo del ninfeo sono state sapientemente studiate per offrire i migliori punti di vista ai commensali o agli occupanti del salone.

Ninfeo
Queste caratteristiche lasciano supporre che i proprietari della domus avessero raggiunto una certa agiatezza economica all'inizio dell'Impero.
Nel periodo successivo l'organizzazione di questa domus sembra non aver subito modificazioni sensibili, conoscendo un periodo di abbandono intorno alla fine del III secolo d.C.

In seguito viene rioccupata, sino al crollo del tetto, al parziale cedimento dei muri e al successivo interramento, avvenuto in epoca tardoantica, successiva alla sistemazione nel triclinium di una tomba a cassa, del VI sec. d.C. , simile a quelle disposte attorno alla basilica paleocristiana del foro.
Domus I: mosaici
Ninfeo: apertura

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Mostra pianta Domus I