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| Ingresso
sala sotterranea |
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Nel
soffitto un'apertur,a dal bordo modanato a quarto di cerchio dipinto
in rosso, è sormontata da un'imboccatura troncoconica,
alta m. 2,90. In origine si apriva al livello del suolo con un
oculus, di m. 1,20 di diametro, parzialmente otturato poi dall'impluvium
della domus.
Le due sale erano collegate da una rete intricata di corridoi
sotterranei, tra cui una lunga galleria di drenaggio, che si suppone
sia anteriore all'urbanizzazione della zona.
In
superficie, lo stesso complesso racchiude una grande vasca a forma
di L e dei muri di pietra a secco.
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Nel
settore NE zona del futuro peristilio della domus
II sono stati ritrovate altre vestigia di muri e di strutture
in pietra a secco.
Uno strato d'incendio, conservato in modo disuguale, si stende
sull'insieme del settore. Datato dalla ceramica campana al primo
quarto del II secolo a.C., conteneva due frammenti appartenenti
al trono, di cui si è parlato
nelle pagine precedenti.
L
'incendio dell'inizio del II secolo e la contemporanea rottura
di un trono a soggetto bacchico sono stati attribuiti all'applicazione
violenta della disposizione senatoria del 186 a. C., contro le
sette bacchiche.
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