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Hanno
varie caratteristiche in comune:
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la forma, tronco-conica
a base ellittica;
- la struttura, in pietrame
grossolano, senza leganti;
- la presenza di sorgenti di gas
(CO2) e di acque incrostanti (Gran Carro
e M. Senano di Silice amorfa e Calcedonio/Fossetta
di Carbonato di Calcio) e/o termali (Gran
Carro 40°C e M. Senano 30°C).
Nei pressi del Tempietto si trova una
grossa sorgente della portata di 410 litri/minuto
- la presenza di cippi litici
infissi verticalmente sul piano superiore,
oggi presenti soltanto su "Gran Carro"
e Fossetta;la mancanza nelle altre potrebbe
essere attribuita |
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ad
intervento umano (reti a strascico, sommozzatori,
ecc.).
Nel
1993 la Soprintendenza Archeologica
eseguì una breve indagine a carattere
prevalentemente litologico, pochi metri
a sud del piede dell'aiola di Monte Senano.
Quanto alla loro datazione e funzione
può farsi riferimento ad analoghi
monumenti, le "specchie", esistenti
in Puglia, datate tra l'Eneolitico e l'età
del Bronzo; come quelle, all'interno delle
nostre, scavando si troverà una
primitiva struttura (sepoltura?) ricoperta
poi da pietrame per proteggerla ma renderla
più visibile: un monumento rituale.
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Essendo
quella di Monte Senano l'unica con materiale
certamente associato (è cementato
in sito dalle incrostazioni delle acque
sorgive), appare ragionevole datarle tutte,
come questa, all'Età del Bronzo:
quando i Villanoviani del "Gran Carro"
costruirono le loro capanne e poi palafitte,
trovarono l'aiola già innalzata
da alcuni secoli, forse da loro lontani
antenati.
Quanto ai rapporti
con l'Uomo si osserva che:
- al "Gran Carro" l'aiola
è nettamente distaccata dall'insediamento
villanoviano e sulla superficie esterna
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presenta
sporadici frammenti ceramici di varie età,
dal Neolitico ad oggi, mentre sul piano superiore
si osserva un pacco sedimentario misto a placche
isolate, compatto e parzialmente cementato dalle
acque mineralizzate risalenti, nel quale appaiono
piccoli frammenti di ceramica, dal Neolitico all'Età
del Bronzo, di ossa e legno anche combusto, semi
di grano, nocciole, noci ed olive: possono essere
le tracce di una inedita frequentazione umana?
Vi è stato recuperato inoltre un blocchetto
di roccia rossastra cristallina (600 grammi) che
è risultato trattarsi di ematite, il minerale
metallifero per eccellenza per la produzione del
ferro! Nonostante, nel vicino insediamento, si
sia recuperata una forma litica per fusioni (del
bronzo)
non sembra agevole pensare ad una
produzione "locale" del ferro!
Avvalendosi
di parametri tratti dall'archeologia sperimentale
è stato calcolato che, per edificare l'aiola
(volume circa 8.500 metri cubi) furono impiegate
circa 43.000 giornate lavorative: quanti erano
gli abitanti di quell'insediamento? -
Al "Tempietto" non si è
potuta accertare la presenza di un insediamento
in conseguenza del potente pacco di sedimento
limoso che ricopre la zona.
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A Monte Senano, sull'aiola ed al suo
piede si trovano reperti ossei e ceramici, databili
all'Età del Bronzo, cementati con il
supporto roccioso dalle incrostazioni di acque
risalenti ovunque da innumerevoli sorgentelle.
Nel sedimento deltizio del Fosso di Val di Lama,
che sfocia nei pressi dell'aiola, si trovano
facilmente dei grossi (1 cm) cristalli prismatici
di pirosseni e anfiboli di un bel colore verdastro:
quelli meglio formati possono sembrare smeraldi
possibile che i primitivi abitanti del
sito non avessero notato quelle insolite gemme?
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Alla Fossetta non si è potuta
accertare traccia di un insediamento anche per
lo strato di limo che ricopre la zona. |
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