L'Archeologia subacquea nel Lago di Bolsena L'Archeologia subacquea nel Lago di Bolsena L'Archeologia subacquea nel Lago di Bolsena
L'ARCHEOLOGIA SUBACQUEA NEL LAGO DI BOLSENA - LE AIOLE -   
Aiola del Gran Carro: "Cippo litico"
LE AIOLE   

Così le chiamano i pescatori locali: si tratta di grossi cumuli di pietrame informe, assestato a forma tronco-conica, con base ellittica, che si trovano sommersi nelle acque, a poca distanza da riva.
Sono in numero di quattro:
- "Gran Carro" a 5,6 Km dal porto di Bolsena, in direzione sud
- "Tempietto" a 1,1 Km dal porto di Bolsena, in direzione
-- nord-ovest
- "Monte Senano" a 6,5 Km dal porto di Bolsena, in direzione - - - -- ovest-sud-ovest
- "Fossetta" a 12,2 Km dal porto di Bolsena, in direzione
-- sud-sud-ovest


Hanno le seguenti dimensioni:
- "Gran Carro" = diametri ellisse di base m 80x60/altezza m 4
- "Tempietto" = diametri ellisse di base m 70x45/altezza m 2

- "Monte Senano" = diametri ellisse di base m 50x30/altezza m 2
- "Fossetta" = diametri ellisse di base m 20x16/altezza m 2
Aiola località "Monte Senano"



Hanno varie caratteristiche in comune:
- la forma, tronco-conica a base ellittica;
- la struttura, in pietrame grossolano, senza leganti;
- la presenza di sorgenti di gas (CO2) e di acque incrostanti (Gran Carro e M. Senano di Silice amorfa e Calcedonio/Fossetta di Carbonato di Calcio) e/o termali (Gran Carro 40°C e M. Senano 30°C). Nei pressi del Tempietto si trova una grossa sorgente della portata di 410 litri/minuto
- la presenza di cippi litici infissi verticalmente sul piano superiore, oggi presenti soltanto su "Gran Carro" e Fossetta;la mancanza nelle altre potrebbe essere attribuita
Il grande ammasso ellittico dell'aiola del "Gran Carro"
ad intervento umano (reti a strascico, sommozzatori, ecc.).
Nel 1993 la Soprintendenza Archeologica eseguì una breve indagine a carattere prevalentemente litologico, pochi metri a sud del piede dell'aiola di Monte Senano.
Quanto alla loro datazione e funzione può farsi riferimento ad analoghi monumenti, le "specchie", esistenti in Puglia, datate tra l'Eneolitico e l'età del Bronzo; come quelle, all'interno delle nostre, scavando si troverà una primitiva struttura (sepoltura?) ricoperta poi da pietrame per proteggerla ma renderla più visibile: un monumento rituale.
Aiola località "Tempietto"
Essendo quella di Monte Senano l'unica con materiale certamente associato (è cementato in sito dalle incrostazioni delle acque sorgive), appare ragionevole datarle tutte, come questa, all'Età del Bronzo: quando i Villanoviani del "Gran Carro" costruirono le loro capanne e poi palafitte, trovarono l'aiola già innalzata da alcuni secoli, forse da loro lontani antenati. 

Quanto ai rapporti con l'Uomo si osserva che:

- al "Gran Carro" l'aiola è nettamente distaccata dall'insediamento villanoviano e sulla superficie esterna
presenta sporadici frammenti ceramici di varie età, dal Neolitico ad oggi, mentre sul piano superiore si osserva un pacco sedimentario misto a placche isolate, compatto e parzialmente cementato dalle acque mineralizzate risalenti, nel quale appaiono piccoli frammenti di ceramica, dal Neolitico all'Età del Bronzo, di ossa e legno anche combusto, semi di grano, nocciole, noci ed olive: possono essere le tracce di una inedita frequentazione umana?
Vi è stato recuperato inoltre un blocchetto di roccia rossastra cristallina (600 grammi) che è risultato trattarsi di ematite, il minerale metallifero per eccellenza per la produzione del ferro! Nonostante, nel vicino insediamento, si sia recuperata una forma litica per fusioni (del bronzo) … non sembra agevole pensare ad una produzione "locale" del ferro!

Avvalendosi di parametri tratti dall'archeologia sperimentale è stato calcolato che, per edificare l'aiola (volume circa 8.500 metri cubi) furono impiegate circa 43.000 giornate lavorative: quanti erano gli abitanti di quell'insediamento?

- Al "Tempietto" non si è potuta accertare la presenza di un insediamento in conseguenza del potente pacco di sedimento limoso che ricopre la zona.

- A Monte Senano, sull'aiola ed al suo piede si trovano reperti ossei e ceramici, databili all'Età del Bronzo, cementati con il supporto roccioso dalle incrostazioni di acque risalenti ovunque da innumerevoli sorgentelle.
Nel sedimento deltizio del Fosso di Val di Lama, che sfocia nei pressi dell'aiola, si trovano facilmente dei grossi (1 cm) cristalli prismatici di pirosseni e anfiboli di un bel colore verdastro: quelli meglio formati possono sembrare smeraldi … possibile che i primitivi abitanti del sito non avessero notato quelle insolite gemme?

- Alla Fossetta non si è potuta accertare traccia di un insediamento anche per lo strato di limo che ricopre la zona.