Palafitte,
pali e ruote (di pietra) sono, forse,
i reperti meno appariscenti e suggestivi ma certamente
quelli che hanno creato le maggiori perplessità.
Dopo aver utilizzato indifferentemente i termini "pali"
o "palizzate" nel 1968 fu riconosciuto che,
nel Gran Carro si trattava di "palafitte"
e, nel 1971, l'analisi al radiocarbonio ne confermò
l'età al IX sec. a.C..
Tutto sembrava chiaro e definito ma, con il progredire
delle ricerche, aumentava il numero di questi pali che
si ritrovavano lungo le coste di tutto il lago: le quote
alle quali venivano trovati creavano però delle
grosse perplessità se si supponeva che venissero
infissi nel terreno lavorando con i piedi all'asciutto
(o quasi).
Fu avviato un vasto programma di rilevamenti morfologici
e batimetrici, analisi stratigrafiche e datazioni al
radiocarbonio che si concluse nel 1997 con il chiaro
riconoscimento di due categorie di pali e due distinte
datazioni:
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