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Risale
all'agosto del 1959 una delle più grandi scoperte nei fondali
del lago di Bolsena, i resti inviolati di un insediamento Villanoviano
(IX sec. a.C) denominato, dallo scopritore Alessandro Fioravanti, del
"Gran Carro".
Fin dal primo ritrovamento apparve indispensabile affiancare alle indagini
di carattere storico-archeologico le conoscenze del vasto campo delle
Scienze della Terra.
Era necessario,
infatti, trovare una spiegazione al fatto insolito che un nucleo abitato,
certamente sorto sulla terra ferma, si trovasse oggi sommerso nelle
acque del lago a 5 metri di profondità: si era abbassato il terreno
o si era sollevato il livello delle acque?
Per rispondere a questo dilemma di rilevanti riflessi storici, nell'arco
di oltre 40 anni di ricerche scientifiche subacquee sono stati realizzati
vasti programmi di osservazioni e rilevamenti strumentali (topografia,
geologia, vulcanologia, ecc.).
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