| Quando
il magma trova una via di risalita verso I' esterno si forma
quello che è detto un vulcano, costituito
dall'accumulo
di tutti i materiali che sono stati proiettati all'esterno.
L'attività di un vulcano può presentare due
aspetti:
1 se avviene in misura abbastanza tranquilla e
regolare, ed il magma esce e si espande sul terreno con
colate di lava, la eruzione si dice effusiva;
2
se, invece, avviene violentemente si dice esplosiva e può
dare luogo al lancio e ricaduta di materiali sciolti (ceneri,
sabbie e lapilli che con il tempo diventeranno tufi), oppure
ad un lancio violentissimo di magma mescolato a gas ad altissima
pressione e temperatura, con la formazione di nubi ardenti
che, ricadendo e consolidandosi, formano quelle rocce che
sono dette ignimbriti (nenfro e peperino), molto diffuse
nel nostro territorio. |
800.000
anni fa, dove oggi è Torre Alfina, esplode un primo
piccolo vulcano che emette colate di lava e materiali sciolti
e presto si estingue.
600.000 anni fa, inizia la lunga attività
che darà origine a tutto il complesso vulcanico:
dopo una fase fortemente esplosiva con la emissione di imponenti
nubi ardenti che coprono vaste zone, (Tuscania e Proceno)
si verificano grandi colate di lava che giungono a distanze
di oltre 10 km (Acquapendente, Orvieto).
Con
la fuoriuscita di tanto grandi quantità di magma,
il serbatoio sotterraneo si è svuotato, lasciando
una immensa caverna: il tetto di questa, sotto I'immane
peso sovrastante, crolla. In superficie si forma un vasto
avvallamento con i bordi fratturati a gradinate che viene
detto caldera...
400.000 anni fa, nella zona dove oggi è Bolsena
avviene così un grande sprofondamento del terreno
(270 kmq) e sulla nuova superficie si formano vari laghetti
dove vivono innumerevoli organismi microscopici (diatomiti)
i cui scheletri di silice si ammassano sul fondo formando
i giacimenti di farine fossili (Lubriano, Castiglione in
Teverina).
Le tracce di questo sprofondamento si vedono ancora intorno
a Bolsena con il terreno disposto a gradoni. |