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gli anni nei quali ebbero inizio le operazioni (1960),
appare evidente che non erano disponibili riferimenti
e metodologie certi: una moderna archeologia subacquea
era tutta da inventare.
Metodologie innovative quali i procedimenti di fotografia
stereoscopica per mezzo di fotorotaia, di carotaggio
e scavo stratigrafico con diaframmi di perspex, di
rilevamento topografico di dettaglio per mezzo di
trilaterazioni elaborate con personal computer (in
quei tempi una novità assoluta), il rilevamento
e studio dei sedimenti e manifestazioni idrotermali
per mezzo di ecografi ad alta definizione, divenute
in seguito di corrente impiego in altri cantieri subacquei,
sono state messe a punto grazie alla passione e alla
genialità di questi pionieri, che volontariamente,
nel corso degli anni, hanno anche sollecitato e sostenuto,
con mezzi ed attrezzature, vari studi e ricerche da
parte di specialisti di Scienze della Terra.
Durante tutti questi anni di ricerche sono state individuate
numerose presenze umane di varia epoca ed importanza
recuperando circa 5000 reperti, ceramici, ossei e
litici, minerali e metallici, vegetali e lignei.
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